S.GIOBBE - Sito web della Parrocchia di Giubiasco

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S.GIOBBE

PARROCCHIA > LE CHIESE DI GIUBIASCO


S. Giobbe


Sorge presso il cimitero. La Chiesa - edificio storico di importanza cantonale - fu edificata nel 1627 a pianta rettangolare con navata unica a tre campate voltate a botte e conclusa da un coro quadrangolare.



Anticamente risultava unita con l’attigua Cappella di S. Anna sotto il titolo comune di Vergine di Rovedaro e di S. Giobbe. La chiesa fu rinnovata nel 1861 a opera di Alberto Artari, mentre il restauro e la posa del nuovo arredo liturgico risalgono agli anni ’90 del XX sec.



Il coro voltato a crociera tempestato da ricche decorazioni in stucco datati 1628  e affreschi del XVII – XVIII sec. con Storie della Vergine. L’ancona in stucco dell’altare maggiore, trasformato nel 1861, contiene una notevole pala con l’Esaltazione della Croce, opera di Alessandro Gorla (+1632): sono rappresentati due grandi angeli di tipo lombardo veneziano che, inginocchiati in primo piano, adorano il Cristo crocifisso.



Nel registro superiore il Padre abbraccia la Croce del Figlio irradiata dai raggi dello Spirito Santo sotto forma colomba. Ai lati due interessanti affreschi con S. Lucia e S. Barbara; due altari laterali in stucco portano angeli cariatidi, a sinistra un'antica statua della Madonna e nell’altra una statua più recente di S. Giobbe.



CURIOSITÀ


Oratorio di Sant’Anna

L’Oratorio di Sant’Anna, di proprietà del Comune di Giubiasco, è addossato alla parete nord della chiesa di San Giobbe ed é oggi adibito all’uso di camera mortuaria. Si tratta di una costruzione pentagonale sorta proba- bilmente alla fine del XVI sec. incorporando una cappella quattrocentesca. Importanti lavori di restauro nel 1934 e 1993 – 94, questi ultimi interventi a cura di Raffaele Cavadini, che ha pure ideato l’antistante piazza delimitata da un nuovo portico e arricchita da una stele di granito.



L’interno è coperto da una volta a vela lunettata ornata di stucchi, della fine del sec. XVI. Sulla parete di fondo: affresco della cappella originaria con la Madonna in trono, attribuito alla bottega luganese di Cristoforo da Seregno, databile attorno alla seconda metà del quattro- cento.  
Nelle lunette della volta sono dipinte tre scene dalla vita della Madonna:
Presentazione al Tempio, Visitazione e Nascita della Vergine, inizio XVII sec. Nelle vele: l’Assunta con gli Evangelisti, seconda metà del cinquecento.


 
 
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