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D I O C E S I A M O
Viviamo la diocesi

L’omelia del vescovo Valerio ai preti radunati a Lugano per la Messa crismale nel Giovedì Santo 2017

Esprimo affetto e gratitudine per i compiti a voi affidati in Diocesi.
Vi offro uno stimolo e un incoraggiamento. Terminata la Quaresima, inizia oggi la Pasqua del Signore. Abbiate in voi la certezza che Dio non cessa mai di seguire la sua Chiesa. Noi consacrati, siamo stati da Lui chiamati al servizio per non lasciare nessuno nella solitudine.
Da quando abbiamo percepito la nostra vocazione ci siamo sentiti poveri e incapaci davanti a una simile missione. Lui ci ha chiesto la fedeltà, come Lui l’ha promessa a noi. Anche oggi Dio è nostro sostegno di fronte alla differenza enorme tra l’ideale e ciò che vediamo nella quotidianità. A volte ci sentiamo inutili e chi ci ascolta ci rimprovera di proclamare speranze che non si realizzano.
Pertanto diventa urgente imparare l’arte di radicare la nostra missione in Lui che è forza. È dentro di noi che dobbiamo trovare l’unità interiore con Lui per avere da Lui forze nuove. Anche Gesù entra nella sinagoga di Nazareth e trova sguardi che lo conoscono, che hanno fatto l’abitudine alla sua presenza. Nell’annuncio della Parola attendono grandi cose. Anche noi ci siamo affaticati e attorno a noi ci sono aspettative inaudite. Ma attorno a noi e dentro di noi c’è la forza di Dio. Non è il denaro che salva! C’è l’aspirazione ad ascoltare la Parola di Dio che dona vita nella povertà e che dona libertà a chi è incatenato.
Oggi si verifica questa parola. Il cambiamento è oggi. Viviamo nell’oggi già compiuto dalla risurrezione di Cristo. Oggi lo Spirito Santo è la forza dei prodigi di Dio.

È bello sentirsi accolti da Lui. Dobbiamo essere liberanti e non perdere il bene superiore dei piccoli e dei poveri. Noi annunciamo Colui che ha preso su di sé i nostri peccati.
Paolo richiama la leggerezza con cui i Galati si allontanano da Cristo. Noi siamo chiamati a rendere visibile nei gesti e con la vita il Cristo. Anche oggi il Cristo è diverso da come lo vorremmo. Facciamo attenzione a non rimandare l’impegno a quando l’ambiente sarebbe accogliente. Non c’è da essere brillanti. Occorre invece invocare da Dio la vita che ci ha donato. Dobbiamo contemplare il volto nel quale è stabilito che saremo salvati. C’è una comunione ecclesiale da lasciar emergere. Impregnati di Lui siamo inviati nel nostro oggi.
La contemplazione del Suo volto è essenziale, perché Lui ha uno sguardo che salva. Gli oli consegnati a noi sono segno del nostro impegno. Noi dobbiamo essere forti e unti da Cristo stesso nel segno dell’olio. Sta a noi non essere scoraggiati. Coscienti di ciò che già abbiamo già ricevuto da Lui, con gioia riprendiamo lo slancio. Cresca anche la consapevolezza di essere un corpo solo. Non facciamo da soli! Lui stesso ci renderà segno eloquente per il mondo secondo il Suo cuore.


 
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