Archivio-Diocesiamo - Sito web della Parrocchia di Giubiasco

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Archivio-Diocesiamo

ARCHIVIO DOCUMENTI PUBBLICATI > ARCHIVIO-RUBRICHE


D I O C E S I A M O
Viviamo la diocesi

A R C H I V I O

COME SI CELEBRA LA FEDE CRISTIANA?

Ho partecipato all’esposizione di Andrea Grillo all’Oratorio di  Bellinzona in data 29 aprile 2013. Devo ringraziare il Dottor Grillo, invitato da ACLI e da ABSI sul tema "COME SI CELEBRA LA FEDE CRISTIANA". Lo ringrazio perché mi ha detto delle cose importanti.
Mi ha detto che la celebrazione è la festa del mettersi in rapporto con Colui che è invisibile. A prima vista sembra una frase da niente, ma significa che tutto il corpo vuol partecipare alla festa. Il corpo con tutti i suoi sensi, prima di tutto il tatto, poi l’udito, poi l’odorato…insomma non si può celebrare con le idee! Il Signore nella celebrazione  TOCCA LA SUA CHIESA e la Chiesa TOCCA IL SUO SIGNORE. Lo fa come è il toccare di una carezza, che tocca e non afferra. La Liturgia nella celebrazione crea il con-tatto e dentro questo con-tatto la Chiesa sente di essere amata da Dio.


Una seconda realtà mi ha detto il signor Grillo: che il canto, il susseguirsi dei ministri, per le letture, per la presidenza dell’Assemblea, per l’organista che suona, per il cantore, per il celebrante che proclama la Liturgia Eucaristica, per il sagrestano che prepara, tutti, sono protagonisti del mistero di comunione che avviene nella celebrazione! La comunione è respirare la presenza di Dio ed è respirare l’amore che la comunità ha verso Dio e verso i membri della comunità che celebrano la stessa fede. Il mistero che viene celebrato è mistero che ha raggiunto tutti e li ha raggiunti gratuitamente. Questo è il dono gratuito di Dio al suo popolo e il suo popolo si sente un fortunato, perché accoglie gratuitamente il dono di Dio e si esalta. Si esalta, perché si sente amato, perché si sente un fortunato, perché non ha fatto nulla per ricevere così tanto!

Celebrare deve provocare la stessa gioia e la stessa emozione che prova un bimbo quando taglia il nastro colorato e toglie la carta che avvolge il regalo e resta meravigliato nel vedere il regalo che non s’aspettava… e lo mostra a tutti i convenuti alla festa e bacia e abbraccia chi glielo ha donato! Infatti, e questo è un terzo insegnamento, la festa e la celebrazione hanno senso perché di celebra l’apertura del dono che si rivela nel fatto raccontato dal vangelo o nella stessa solennità di cui si fa memoria.  Le diverse parti della celebrazione permettono di lodare, benedire e ringraziare Dio per il dono inaspettato e gratuito che la Chiesa ha ricevuto. Questi sentimenti valgono davanti alla Parola di Dio che l’assemblea ascolta; valgono davanti al dono del Battesimo, della Confermazione, davanti all’Eucaristia e a ogni altro sacramento. Ma cosa abbiamo fatto, noi, perché Dio si accosta a noi nella nostra vita? Nulla. Da questo si riconosce che siamo amati da Dio.

Dovrei tornare a perdere il tempo per la persona di Dio se vorrò amarlo, lodarlo; se vorrò rendergli grazie e benedirlo! Ogni persona la si ama se si perde il mio tempo per lei. Se riuscissi a perdere il mio tempo con Lui egli mi farà entrare nel suo passato e nel suo futuro, proprio come le persone che amo. Sono stato con te e mi hai detto da dove vieni, dove sei nata, che lavoro hai appreso, dove lavori. Mi hai raccontato la storia dei tuoi genitori e i loro sogni realizzati o troncati. Mi hai detto quanti figli hanno messo al meno e cosa fanno ognuno di loro. Mi hai detto che sei disposto a legarti a me per un domani  vissuto insieme. Hai manifestato i tuoi progetti e io ti ho detto i miei. Ho sentito che mi ami e che mi preferisci. Mi sono detto: "Ma cosa ho fatto io per averti e sentirmi realizzato con te?" Nulla. Ho solo detto un sì di accoglienza e tutto ha avuto inizio.
La tua presenza mi emoziona e mi fa guardarti in modo da manifestarti la mia commozione. Se mi separo da te ho già desiderio di incontrarti. Ti devo salutare, ma ti dico: "Hai tempo domenica prossima che ci vediamo?" Certo! mi sento dire."È anche il mio desiderio!".
Buona domenica!

don Angelo


La nuova Lettera pastorale del Vescovo


È disponibile la nuova Lettera pastorale di Mons. Vescovo Pier Giacomo Grampa dal titolo "Credo, Signore, ma tu accresci la mia fede". Queste parole e gli episodi evangelici che le hanno ispirate vogliono servire per trattare il tema della fede, legandolo assieme a quello del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, avendo sullo sfondo il Giubileo del Concilio Ecumenico Vaticano II. È possibile ordinare la pubblicazione alla Cancelleria vescovile.


Tre filoni di pensiero dunque: Fede, Nuova Evangelizzazione e Concilio, da intrecciare e su cui riflettere. Questi i temi dei venti capitoletti della Lettera pastorale di quest’anno. Inizia con alcune considerazioni sull’anno della fede, voluto da Papa Benedetto XVI, che riprende un’iniziativa del Servo di Dio Paolo VI, che, in occasione del XIX anniversario del martirio degli Apostoli Pietro e Paolo, nel 1968, promosse una analoga iniziativa anche se diversi sono il contesto e i riferimenti attuali. Papa Benedetto infatti intende così ricordare i 50 anni dell’inizio del Concilio Vaticano II e i 20 anni della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, preoccupato della crisi di fede che sembra aggravarsi sempre più nel mondo occidentale europeo ed americano, ma anche percorre il continente sudamericano. Sono diversi i segnali che rendono attenti ad una crisi generalizzata che investe anche la fede, espressione drammatica di una crisi antropologica più profonda, che denota una povertà spirituale preoccupante, soprattutto nelle giovani generazioni.

Il discorso si sviluppa poi illustrando brevemente le tre dimensioni dell’atto di fede: ecclesiale, personale e dogmatica, ma soprattutto mettendo in guardia da due derive possibili e oggi diffuse: quella di coloro che svuotano la fede di ogni contenuto, riducendola a puro atto fiduciale e la deriva di coloro che identificano la fede con ingessate, rigide, chiuse formulazioni dogmatiche. Dopo essersi soffermato su alcune tipologie di fede, così come emergono dai Vangeli, il Vescovo tocca il problema della Nuova Evangelizzazione, che è stato l'argomento del Sinodo dei Vescovi, svoltosi a Roma dal 7 al 28 ottobre. Sono tante le attese di poter ricevere indicazioni coraggiose per offrire alla pastorale ordinaria delle comunità cristiane il genuino spirito missionario, necessario per dare vita a una Nuova Evangelizzazione, nella linea tracciata dal Concilio Ecumenico Vaticano II. A questo evento epocale per la vita della Chiesa i Vescovi svizzeri hanno dedicato un triennio di giubileo, impostato sulla fede celebrata, la fede che ci unisce, la fede che ci impegna nel dialogo col mondo e con la storia. Per questo illustro brevemente le linee portanti dell’Instrumentum laboris, che ha guidato i padri sinodali ed offro le indicazioni proposte a livello internazionale, nazionale, diocesano, vicariale e parrocchiale per una sua proficua attuazione.

Richiamati i documenti guida del Concilio, la Lettera si chiude con un grazie e una domanda di perdono, che evidenzia come il futuro del cristianesimo si gioca nell’attitudine - o riattitudine - dei credenti ad interpretare il mutamento storico-sociale, mostrando la vitalità perenne del messaggio evangelico e l’attualità e validità delle sue proposte.


Laicità, un'idea cristiana

La Cattedra Antonio Rosmini della Facoltà di Teologia di Lugano organizza una serie di seminari aperti al pubblico per riscoprire la laicità come valore fondamentale della nostra società. Tra febbraio e maggio, per cinque martedì pomeriggio si rifletterà sulle dimensioni politiche, giuridiche, sociali, bioetiche e teologiche di questo concetto. Si parte ad una vera e propria "scoperta" di questa idea di "laicità", che supera due preconcetti che sono i più diffusi nella nostra società: da un lato, si pensa che i "laici" siano i cristiani che non sono preti, dall’altro addirittura si identifica la "laicità" con un principio anti-religioso, per indicare posizioni che sono in contrasto con la Chiesa. Ma fin quando si pensa in queste categorie di opposizione tra clero e laici, o tra cristiani e non cristiani, non si scoprono i veri fondamenti della nostra cultura. Al contrario, una riflessione approfondita sulla laicità potrebbe insegnarci che "laici" sono tutti gli ideali che hanno origine nella dimensione religiosa, o più concretamente: cristiana, ma che poi sono diventati la base per i nostri valori liberali, democratici e sociali. Diventano in questo modo la chiave di lettura sia per l’impegno del cristiano in politica, nei dibattiti bioetici e nella discussione pubblica, ma anche per il rispetto che i non cristiani devono avere nei confronti del contributo culturale dei cristiani. Per questo, la laicità si basa, da un lato, sul riconoscimento della dimensione religiosa in una società secolare, e quindi sull’ammonito di Gesù nei Vangeli: "Date a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio". Dall’altro lato, dà ai cristiani la possibilità e la libertà di un sano pragmatismo nel loro agire nel mondo. Essa significa che i cristiani riconoscono i valori dello Stato secolare, liberale e democratico e che si assumono la loro responsabilità per la società. La laicità si distingue quindi radicalmente dal laicismo, che non riconosce questo legame storico e culturale tra cristianesimo e cultura occidentale.
Ragionare sulla laicità nei termini di Legislazione, del Concilio Vaticano II, della Prospettiva interreligiosa, di Bioetica e di Costituzione significa riflettere sui fondamenti della nostra società. Ciò implica non solo di capire perché oggi poniamo certe domande in una determinata maniera, ma anche capire alcuni nessi fondamentali per poter affrontare le sfide del futuro.
(Presentazione a cura di Markus Krienke, cattedra Rosmini, FTL)

A ciascun tema sarà dedicato un pomeriggio, in cui si rifletterà sul rapporto tra religione e mondo. Queste lezioni sono aperte al pubblico e si tengono nell’aula 2.4 della Facoltà di Teologia di Lugano, via G. Buffi 13.


Programma:
Martedì 26 febbraio 2013, ore 13.30–16.15
Cristianesimo e legislazione: quale "laicita
esprime un principio dell’ordinamento
giuridico-politico?
Avv. Prof. Dr. Andrea Favaro

Martedì 5 marzo 2013, ore 15.30–18.15
Una riscoperta della cultura occidentale: la laicità nei documenti del Concilio Vaticano II
Prof. Dr.
Giorgio Campanini

Martedì 12 marzo 2013, ore 15.30–18.15
La laicità nel dialogo interreligioso: esiste anche nell’Islam?
Imam
Samir Radouan Jelassi

Martedì 9 aprile 2013, ore 15.30–18.15
La bioetica tra argomenti religiosi e laici: un conflitto perenne?
Prof. Dr.
Armando Savignano

Martedì 28 maggio 2013, ore 13.30–16.15
Cristianesimo e Costituzione: un’esperienza di laicità
Prof. Dr.
Vincenzo Pacillo

Locandina di presentazione del ciclo di seminari


A Monte Carasso sono in mostra oltre 400 presepi

Sono oltre 400 i presepi che da domenica 16 dicembre fino al 20 gennaio si potranno ammirare nelle cantine dell’antico convento delle Agostiniane a Monte Carasso. La mostra è promossa dagli “Amici del presepe”, un gruppo legato a questa tradizione che, a sua volta, invita altre persone con la passione del presepe ad esporre i loro oggetti. Si va dal presepe con i personaggi in grandezza quasi naturale, scolpito nel legno con la motosega, fino a quello in miniatura realizzato all’interno di un guscio di noce. Diversi i materiali utilizzati per rappresentare la Sacra Famiglia: legno, carta, stoffa, ceramica, vetro. Persino delle tenaglie hanno preso la forma dei personaggi del presepe. La maggior parte degli oggetti esposti appartiene alla collezione di Maria Elena Guidotti e di suo fratello Antonio, di Monte Carasso.
La condivisione, insieme alla famiglia, la solidarietà, la vita, la crescita, sono i valori e gli elementi che, secondo Maria Elena Guidotti, si ritrovano in tutti i presepi, da qualsiasi parte del mondo provengano. Ogni presepe ha sua bellezza: da quelli di creta del Perù, a quelli africani in legno o in foglie di banano, a quelli in vetro o in acciaio. Si consiglia ai visitatori di prendersi il tempo per osservare da vicino ogni presepe, guardare le modalità della sua costruzione e gustarne le peculiarità.
La mostra, inaugurata domenica 16 dicembre alle 11, con visite dalle 14 alle 18.30, rimarrà aperta fino al 20 gennaio. I presepi si potranno vedere tutti i giorni dalle 14 alle 18.30, dal 21 dicembre al 6 gennaio (il giorno di Natale e il 1° gennaio aprirà alle 15). In seguito sarà aperta dall’11 al 13 gennaio e dal 18 al 20 gennaio, con gli stessi orari. Da sottolineare infine che le offerte raccolte nel corso della mostra saranno devolute all’associazione benefica di suor Attilia, originaria di Monte Carasso, che opera in Albania.


Tratto dal GdP del 13.12.2012.

Conferenze "Sguardo sull'Islam moderno"

È stato organizzato un ciclo di tre conferenze che spaziano sul moderno Islam: dalle relazioni dei paesi arabi con l’Europa all'educazione alla legalità e al rispetto della persona umana;  dalla tematica della ghettizzazione delle comunità islamiche in Europa alle relazioni fra Islam e Cristianesimo nel mondo di oggi.

Il titolo della serie di incontri è “Sguardo sull’Islam moderno”, con il relatore p. Paolo Nicelli, missionario del PIME e docente di Islamologia e Storia delle Società islamiche presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Il calendario degli incontri è il seguente:
Sabato 10 novembre 2012: Chiasso - Cinema Excelsior, ore 14.30
Sabato 15 dicembre 2012 : Lugano - Circolo ACLI, via Simen 9, ore 14.30
Sabato 12 gennaio 2012: Bellinzona - Spazio Aperto, ore 14.30


Le conferenze sono aperte a tutti e sono moderate da fra Martino Dotta.

Dignità umana e ruolo del Cristianesimo


In poche idee della nostra cultura il valore morale e l’abuso violento sono così vicini come nella questione della dignità umana: pochi anni dopo l’esperienza nazista, ossia la negazione totale di ogni valore umano e morale, le Nazioni Unite ratificano la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (dicembre 1948), e la costituzione tedesca definisce nel suo primo articolo che “la dignità dell’uomo è intangibile” (maggio 1949). Ma già Rosmini, un secolo prima, affermava: «Quando la forza bruta opprime l’uomo, il suo diritto pare che brilli da quel momento di uno splendore insolito: esso trionfa, perché si sottrae all’azione della violenza come un’entità inaccessibile a tutta la potenza materiale che non giunge pure a toccarlo ».
Non è affatto un caso che soltanto sulla base di questo fondamento saldo della dignità umana, sorto dalla sua più radicale negazione, il nostro continente sia riuscito ad avviare il più lungo periodo pacifico della sua storia. Esso fa una sintesi non solo delle tradizioni romane, greche ed ebraico-cristiane, ma anche dell’eredità dell’illuminismo. Ma questo largo consenso era destinato a sbriciolarsi quando si arrivava a domande e temi che dividono l’opinione pubblica in una società libera e secolare.
Pensiamo soltanto al dibattito odierno sulla bioetica e alla difficoltà di conciliare nella legislazione le idee diverse dell’uomo e della sua dignità. O pensiamo al dibattito su come tutelare i diritti fondamentali quando dibattiamo sulla libertà religiosa nei casi dei crocifissi in classe o del velo islamico, oppure su nuove legislazioni per affrontare il terrorismo internazionale.
Come vediamo oggi in Europa, non è più l’oppressione politica a suscitare il discorso sulla dignità umana, bensì i casi drammatici che dobbiamo affrontare nella bioetica, nel diritto costituzionale e in tanti altri campi. Ma in questi dibattiti, nei quali siamo solo all’inizio, quale ruolo ha la tradizione cristiana e quindi l’idea che la dignità è fondata su un elemento divino e soprannaturale nell’uomo?

La dignità umana come viene trattata oggi per le questioni di bioetica? La dignità umana affonda le sue radici nella Bibbia, e quindi nella dimensione trascendente dell’uomo affermata dal cristianesimo. Ma che cosa può significare il rapporto tra dignità umana e trascendenza nel contesto moderno, e, se guardiamo oltre la nostra tradizione culturale-religiosa, nel rapporto con le altre religioni mondiali?
Se ne parla alla Facoltà di Teologia di Lugano, a partire dal 22 novembre, tutti i giovedì dalle 8.30 alle 10.15.
I relatori sono professori ed esperti rinomati provenienti dal Ticino e dall’Italia e i temi collegati con la “dignità umana” sono:

“politica” (22 novembre)
“cristianesimo” (29 novembre)
“bioetica” (6 dicembre)
“giurisprudenza” (13 dicembre)
“dialogo interreligioso” (20 dicembre)


Per ulteriori informazioni: www.teologialugano.ch


 
Torna ai contenuti | Torna al menu